Abdullah Miniawy in Trio

Abdullah Miniawy in Trio

08 May 2026

Via del Mandrione 3, Roma

Venerdì 8 maggio - ore 21:00 - presso la chiesa di S. Maria Immacolata all'Esquilino

>> prenotazioni >> shorturl.at/RQWGz

 

Abdullah Miniawy è un espressionista egiziano la cui opera si muove come il vento attraverso i confini. Voce, parola, composizione, immagine e presenza si fondono in una pratica che resiste alle barriere. Scrittore, cantante, compositore, attore e artista 3D a tutto tondo, abita lo spazio in cui il linguaggio si spezza e la musica inizia, dove la voce umana diventa al contempo testimone e strumento. Nel corso degli anni, Miniawy ha condiviso il palco con artisti che a loro volta si muovono ai margini del suono, tra cui Erik Truffaz, Kamilya Jubran, Yom, Médéric Collignon, Aly Talibab, A Filetta, Hvad, Ziur, Zuli, Simo Cell, Maurice Louca e molti altri. Insieme danno vita a performance che sembrano meno concerti e più patrie temporanee. La sua voce si è levata in luoghi che custodiscono la memoria, tra cui la Biennale di Venezia Musica 2025, il 72° Festival di Avignone, i teatri nazionali francesi, l'Institute of Contemporary Arts di Londra, la Haus der Kunst di Monaco, il MAO Museum di Torino, la Philharmonie de Paris e il Louvre di Parigi. Ogni palcoscenico diventa una camera d'ascolto per una voce alla ricerca di ciò che resta inespresso.

Il suo percorso artistico si snoda tra diverse discipline, come se fossero dialetti differenti della stessa necessità. Come attore, ha recitato nel lungometraggio tunisino di Ala Eddine Slim, Tlamess, presentato in anteprima alla Quinzaine des Réalisateurs del Festival di Cannes nel 2019. Il film ha ricevuto il plauso della critica, vincendo il premio per il miglior lungometraggio al Kino der Kunst 2020 e per la miglior regia al Marrakech International Film Festival nel 2020. Abdullah è stato candidato al premio come miglior attore dall'Arab Cinema Center di Cannes. Come regista, ha poi diretto il suo primo cortometraggio, Rain Ticket, nel 2021, estendendo il suo linguaggio alle immagini in movimento. Le composizioni di Miniawy si collocano all'incrocio tra rituale e forma contemporanea. Ha composto colonne sonore per danza, teatro e mostre, tra cui Cabaret Crusades III di Wael Shawki, presentato in anteprima al MoMA PS1, AMDUAT di Kirsten Dehlholm, presentato in anteprima all'Hotel Pro Forma, Insurrection di Jilani Saadi e On the Hill di Belhassen Handous. In queste opere, il suono diventa al contempo narrazione e paesaggio, veicolando memoria e movimento. Dal 2015, Abdullah collabora con il trio tedesco Carl Gari, fondendo sonorità elettroniche d'avanguardia con la sua voce poetica. Il loro album di debutto, Darraje, è stato nominato tra i cinquanta migliori album del 2016 da NPR. Il successivo, The Act of Falling from the 8th Floor, ha ricevuto il plauso di Pitchfork, The Quietus e Wire Magazine, mentre il brano Zawaj ha raggiunto la vetta della classifica Deep Listening di Resident Advisor nel 2019.

Nel 2023, il suo album Le Cri du Caire, con la partecipazione di Erik Truffaz, ha vinto il premio Victoires du Jazz, portando la sua voce a un pubblico internazionale più ampio, pur mantenendo la sua qualità cruda e introspettiva. Nel marzo 2026, la sua pubblicazione Dying is the Internet, realizzata con il produttore francese Simo Cell, è stata selezionata come Album del Mese dal Guardian, confermando ulteriormente il suo posto in una nuova generazione di artisti che superano i confini.

Oltre alle performance, le parole di Miniawy hanno viaggiato autonomamente, apparendo in tutto il Medio Oriente durante la Primavera Araba, risuonando in raduni, muri e spazi pubblici nel campo profughi di Yarmouk in Siria, in Tunisia, Egitto, Arabia Saudita e altrove. La sua voce è diventata non solo espressione artistica, ma anche linguaggio condiviso. Nel 2022 ha pubblicato la sua prima raccolta di racconti, "Spegnere la città delle luci", estendendo la sua indagine poetica alla prosa. In ogni sua forma, Abdullah Miniawy opera sulla soglia tra esilio e appartenenza, silenzio e parola, voce individuale e respiro collettivo.

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